“Forza dai, raccontami quale mistero si nasconde dietro questa vecchia macchina fotografica. Sono davvero curioso” 

Ce ne stavamo seduti a tavola, in attesa dei primi piatti, ci eravamo già bevuti un aperitivo e stavamo passando al vino rosso della casa. Sul tavolo avevo appoggiato la EXA 1b. Affascinato. Entusiasta di quel regalo speciale e inaspettato.

“Allora, ecco quello che ho scoperto” – e dalla borsa  estrasse un malloppo di fogli A4 pieni di appunti. Iniziò a raccontare: “La ditta costruttrice si chiama Ihagee, fondata a Dresda nel 1912  da tale  Johan Steenbergen, un imprendiotore olandese. Sembra che furono pionieri nel produrre la prima fotocamera reflex in formato 35 mm (la Kine Exacta), nel 1936, in occasione dei Giochi Olimpici di Berlino. Dresda in quegli anni era riconosciuta come la capitale della fotografia. Nel 1951 iniziarono a produrre una linea economica e semplificata di reflex chiamata EXA, affiancata alla più sofisticata e professionale Exakta. Era più piccola, aveva un otturatore a sole 5 velocità un design ancora più accattivante della “madre” e un corpo che pesava solo 465 g. La Exa segnò un altro successo della ormai matura azienda. Aveva lo stesso passo della Exakta e quindi poteva montare tutti gli obiettivi con lo speciale attacco che avevano, e avrebbero prodotto marche come la Zeiss a Jena, la Meyer a Görlitz, la Schneider a Kreuznac, la Angenieux a Parigi e altre prestigiose aziende in Europa. Le vendite andarono bene fino all’avvento anche in Europa dei sistemi reflex nipponici. La Ihagee per restare in vita dovette associarsi nel consorzio Pentacon della DDR, che però in seguito decise di puntare sulle fotocamere Praktica. Nello specifico, l’EXA 1b è una fotocamera SLR (reflex monoculare) a pellicola 35mm, prodotta in Germania del’Est dalla VEB Pentacom (ex Ihagee) tra il 1977 ed il 1985.  Ti interessa? vado avanti?” – Anna aveva alzato gli occhi dal foglio e mi guardava dubbiosa.

“Si si, ti prego. Sto ascoltando con estrema attenzione. Molto interessante. Continua, dai”

“Uno dei vantaggi della EXA 1B era l’attacco a vite M42 per gli obiettivi, che permetteva di utilizzare gran parte degli obiettivi prodotti da altre marche.  La 1B è stata prodotta in oltre 206.000 unità, dal 1977 al 1987, in quattro versioni. Dal seriale la tua macchina risulta esser stata fabbricata nell’autunno del 1983 ed è la seconda versione, quella tutta in metallo, con la parte superiore colore argento ed il frontale tutto nero. Ma la cosa più incredibile è la storia della tua macchina. Proprio di questa. Sembra un romanzo.”

Ero sempre più curioso ed affascinato. “Ma davvero hai fatto tutta questa ricerca? sono cose vere o stai romanzando dei pensieri di fantasia?

“Ma certo che è vero. Ma adesso arriva il bello. Questa macchina apparteneva al nonno di una tipa che l’ha consegnata al negozio di Bologna dovendo liberare l’appartamento del vecchio dopo la sua scomparsa. Il nonno, che si chiamava Erich, era un tedesco che viveva a Lipsia e che si trovò poi a vivere nella Repubblica Democratica Tedesca, la DDR, quando nel 1949 la Germania nazista venne divisa in zone di occupazione. E di lavoro era un militare della Stasi, l’agenzia di controllo, sicurezza e spionaggio della Germania dell’est. Le guardie di confine  e i servizi di sicurezza utilizzavano principalmente fotocamere prodotte localmente dall’industria ottica socialista. Erano appunto le Praktica, le Werra, la Pentacom Six e, attenzione attenzione, la EXA 1B. Proprio lei. Sembra che questa macchina fosse proprio quella utilizzata dal nonno durante il suo lavoro di controllo e spionaggio fino al 1990. Pensa cosa ha fotografato e visto. Un pezzo di storia vero e proprio.”

Ero incantato e quasi onorato di essere ora il possessore di questa storica macchina.

“Ma non è finita. Guarda cosa mi hanno portato. Questa è una fotocopia, ma quello in foto è Erich. La foto originale ce l’ha la nipote.”

Ed eccolo qui, herr Erich, in mimetica verde, intento a scattare con la EXA 1b. Proprio lei. Una storia da romanzo.

 

“Sai che mi hai fatto un regalo meraviglioso?”

“Ci sono cose che accadono e sembrano disegnate su misura per noi. Quando in baita mi hai raccontato delle tue macchine fotografiche e della tua passione per la fotografia, anche analogica, mi hai molto colpito. Ho visto anche qualche tua bella foto. E per Natale volevo farti un pensiero, per ringraziarti della cura con cui mi hai accudita e ospitata, e perchè mi piaci molto. Tengo molto a te.” – e la sua mano si spostò sopra la mia, che stava sopra la EXA 1b.

Ero senza parole. Ma qualcosa uscì: “Non dovevi. L’ho fatto solo perchè anche tu mi piaci molto. Sei speciale. Sbarazzina ed allegra. E poi, cosa avrei dovuto fare? farti uscire nella tormenta, con la febbre alta e lasciarti scendere nel bosco, al freddo, fino in paese? E’ stato davvero bello ammalarmi assieme a te. Oltretutto, ora al bar posso vantarmi, senza temere smentita, di essere stato a letto con te!”

“Sei un cretinetti.”

E giù a ridere. Forse per il litro di vino dopo l’aperitivo. O forse perchè eravamo semplicemente felici.