“E quindi te ne andrai?” – avevo gli occhi ancora addormentati, la voce impastata ed ero appena sceso da basso attirato dall’aroma del caffè e dal borbottio della moka.
“Oh, buongiorno! non sapevo più come fare più rumore, per cercare di svegliarti. Hai dormito come un sasso, pare…” – Annette se ne stava in piedi, davanti al fornello, perfettamente vestita e pimpante come se si fosse alzata ormai da ore. La tavola era imbandita per un’ottima colazione.
“Uh, buongiorno. Te ne vai?”
“Si, fatta colazione me ne scappo. Ho parecchie cosa da fare ed il negozio da aprire. Vorrei passare da casa, farmi una doccia e mettermi qualcosa di pulito.”
“Non intendevo stamattina. Mi riferivo a quanto mi hai raccontato ieri sera. Ci ho pensato tutta la notte.”
“Non mi sembra sia stato un grande incubo e nemmeno una nottata insonne. Hai appoggiato la testa sul cuscino e già russavi.”
“Russavo? ma io non russo mai. Non dire scemate.Impossibile.”
“Oh, come siamo suscettibili alla mattina presto. No, non russi., tranquillo. Ma sei crollato immediatamente in un sonno profondo appena sdraiato.”
“Ma abbiamo dormito assieme? Hai dormito nel letto con me? E non è successo niente?”
“E cosa avrebbe dovuto succedere? Qualcosa di indecente e scandaloso? Credo che quanto accaduto sul prato bagnato, in piena notte, sotto le stelle e con tutti gli animali del bosco ad osservare sia già stato sufficientemente indecoroso per una educata e cortese ragazza come me.” – Annette mi fissava con uno sguardo vispo e provocatorio, cercando di mettermi in imbarazzo. Ci stava riuscendo -“Confesso, tuttavia, che è stata un’esperienza alquanto insolita. Estremamente piacevole. Sicuramente da replicare, magari, chissà, un’altra volta. Tengo a dirlo per non abbattere il tuo orgoglio da maschio alfa solitario.”
“Ma quanto sei scema…” – mi ero avvicinato a lei. -“Buongiorno a te, piccola stella fuggitiva.” – non si era retratta ed aveva accolto con un piacevole sospiro il fugace bacio che le avevo dato sulla fronte.
“Non scappo, te l’ho già spiegato. Sarà un incarico di qualche mese, il tempo necessario per organizzare e dare una mano alle nuove aperture. Pensa: tre nuove annetterie sparse per mezza italia. E ce ne sono altre che vorrebbero partire. Non mi sarei mai aspettata un simile successo. Sono molto felice.”
“Sei stata molto brava. Lo sei. E questo è il tuo momento. Te lo meriti. Mi dispiace per me. Chissà cosa troverai al tuo ritorno. Una baita diroccata ed un cane vecchio che piange sulla tomba spoglia di un povero vecchio morto in solitudine. Come i migliori romanzi strappalacrime. Gli amori impossibili. Quelli giusti al momento sbagliato.”
“Oh, mamma mia, come sei melodrammatico. Starò via qualche mese, ma ogni tanto tornerò anche qui. E magari, se lo vorrai, ci riusciremo a vedere.”
Ero piuttosto triste. Ed ancora addormentato. Era stata una serata indimenticabile, trascorsa a chiacchierare e ad amarsi rotolando su una vecchia coperta in un prato in mezzo al bosco. Un cielo di stelle. Un mare di amore. Avevo toccato il cielo con un dito. Eravamo noi le stelle cadute a terra, che ci eravamo incontrate. Era capitato. Non ci eravamo scelte, ma trovate. Finalmente bellezza e amore. E poi lei, stretta a me, il suo cuore che batteva vicino ed il suo respiro sereno, che mi diceva “me ne sto andando. volevo dirtelo.”.
“Ma come me ne sto andando? Dove vai? che significa?” – mi ero alzato di fianco, su un gomito, e la fissavo sbalordito. Al buio. Ne vedevo solo le ombre. Vedevo la silhouette scura del suo seno ed i due capezzoli ritti. Due bottoni. Che gran tette. Che corpicino curvoso.
“Non preoccuparti, non vado lontano. E nemmeno a lungo. Ma devo seguire le nuove aperture. Con l’associazione abbiamo deciso di aprire dei nuovi punti vendita. C’è grande richiesta e molte ragazze che ci chiedono di poter aprire un punto vendita dove vivono. Starò via qualche mese. Ogni tanto ritornerò qui. Questa ora è la mia casa”
Non credevo alle sue parole. Non a tutte. Ero felice ed entusiasta per lei e per lo sviluppo della loro attività. Ma ero perplesso sul fatto che questa fosse la sua casa. Conosco come vanno le cose quando diventi imprenditore e gli impegni si fanno pressanti. Oltretutto, le nuove aperture erano in regioni lontane. Impossibile che lei facesse base qui, in Trentino, in culo al mondo, lontana ore dalla prima stazione dei treni. Avevo assaporato la gioia massima per poche ore. Fugace.
Mi era venuto un nodo alla pancia ed uno in gola. Avevo provato un amore assoluto. Per un istante. Svanito.
Ci eravamo rivestiti ed eravamo rientrati in baita. Erano le 3:17. Ricordo solo di essermi buttato a letto sperando che un masso di 100 tonnellate mi schiacciasse per sempre. Non era giusto. Avevo trovato l’anima gemella. E nello stesso istante l’avevo perduta.
Buio assoluto.