Come gli orsi, quelli veri, pure io all’arrivo dell’autunno cerco di ritornare alla mia tana. Sento questo richiamo ancestrale verso la predisposizione all’inverno. Da fine settembre sono rientrato a tempo pieno in baita, dopo un’intera estate trascorsa in giro. Sembra incredibile quanto un’abitazione non vissuta abbia bisogno di cure quando ci si rientra. Ho trascorso infinite ore a risistemare tutto, pulire, arieggiare, lavare ed aggiustare. Rassettare, direbbero quelli bravi. Non è che mi piaccia molto, confesso, ma rimettere a posto le cose ha comunque un qualcosa di taumaturgico e salvifico. Ed io ne ho proprio bisogno. Di miracoli e di salvezze.
Per questo inverno ho tanti progetti, non di natura lavorativa quanto di piacere personale. Devo tornare a scrivere e vorrei dedicarmi di più alla fotografia. In un mercatino dell’usato ho recuperato una fantastica macchina da scrivere Olivetti, una Lettera 32 di quel verdino pallido che sembra d’altri tempi. E ho raccolto parecchie vecchie cornici che vorrei appendere con le mie foto dentro.
Tornare a dormire in baita è meraviglioso, specie in queste settimane in cui il sole tramonta presto, in un attimo arriva il buio e la mattina c’è quel freschetto pungente che ti fa sospirare un raggio di sole caldo.
Personalmente non amo l’inverno e non troppo l’autunno. La gente si esalta per i colori dei boschi, bellissimi, certo, ma forse è l’unica cosa che salvo. Con l’autunno a me viene voglia di prepararmi un letto di foglie e ghiande, di riempirmi la cambusa di scorte alimentari e di rannicchiarmi nel piumino fino alla primavera. Solo le nevicate riescono ad allietare i mesi che separano settembre dal febbraio. E la vita in baita, che assume un sapore diverso. Maledetta città, ti sopporto sempre meno.
Ieri pomeriggio sono sceso in paese, a salutare un po’ di amici, a comprare qualcosa, ad aggiornare i pettegolezzi e farmi un carico di novità. La cosa più incredibile è che quest’estate ha aperto un nuovo negozio, una sorta di bazar, generi misti. Ha aperto una “annetteria”, che fa un po’ ridire come nome, soprattutto perchè nessuno sa cosa significhi. Gli amici del bar Centrale, sempre attentissimi e vigili come le marmotte, non si sono risparmiati nel raccontarmi di questo misterioso e fantomatico luogo. Una bottega che sembra d’altri tempi, in cui si pratica l’alchimia, la stregoneria ed ogni rito propiziatorio. Forse addirittura malefico. La strega che lo gestisce si chiama Annette. Ho azzardato ai vecchi con il bicchiere in mano che forse l’insegna arriva dal nome della proprietaria, ma loro insistono nel dire che in Francia e Belgio – “al nord, sull’oceano”, come ha specificato Arturo dicendo che suo cugino lavorava in miniera a Marcinelle e che ha sempre parlato delle annetterie – questi piccoli negozi generalisti sono molto comuni nei piccoli paesi. Vabbè. Farò una ricerca. A me, tuttavia, non risulta.
La mia curiosità mi ha spinto, ovviamente, a fare un giro un po’ più ampio riprendendo la via di casa. Il negozio esiste, l’insegna è chiara e dentro è molto bello. Mi sono avvicinato alle vetrine, ci ho visto dentro la strega che sistemava dei libri sullo scaffale. Che di strega ha poco, sicuramente non ne ha le sembianze. E’ una donna di qualche anno più giovane di me, moretta, carina, con un paio di occhiali importanti, che fanno cultura e personalità. Lei non mi ha visto, oppure ha fatto finta di non notarmi. D’altronde, è pure una strega. Vede cose che noi non vediamo ed appare diversa da come è in realtà. Avrà i capelli grigi, le unghie nere e lunghe e, sul naso, il brufolo con il pelo che spunta. Probabilmente la sera indosserà il cappello nero a punta e volerà a casa in scopa.
La annetteria è uno strano bazar. Quello che un tempo, chiamavano “generi misti”. Molti libri, abiti, accessori ed oggetti usati, assieme a mercanzie nuove. Non mi sono fidato ad entrare e, davanti alla vetrina, ho sostato solo per pochi istanti. Ci tornerò con calma. Nel frattempo mi chiedo come possa una persona pensare di aprire un negozio simile qui in montagna. Dev’essere proprio una strega.