Ottobre splendido. Cinque gradi alla mattina, ventiquattro alle due del pomeriggio, cielo terso ed azzurro intenso, i boschi ancora verdi. Mi piacciono queste giornata, come se l’estate non volesse cedere all’autunno. Non amo l’autunno e non amo particolarmente il freddo. E come fai in montagna, mi chiedono? Mi godo la pace, i silenzi e la solitudine. Mi godo l’ozio ed il tepore della baita, quando fuori è freddo. Semplice no?

Stamattina mi sono incamminato verso il paese, per fare un po’ di spesa, visto che non ho grandi scorte per i prossimi giorni. Argo si è lanciato davanti, di corsa lungo il prato, saltando sul sentiero e poi, come sempre, finendo con un tuffo nel torrente. Erano le dieci della mattina ed il sole iniziava a scaldare. La notte dormo con il piumino leggere e per cucinare accendo il fuoco che mi aiuta ad alzare la temperatura alla mattina ed alla sera, quando è ora di andare a dormire. In questa stagione mi piace lasciare la finestra della stanza aperta e sdraiarmi a letto, sotto il piumino, con il viso al freddo. Il letto freddo ci mette qualche minuto a diventare bello caldo. L’aria fresca e pulita, i profumi ed i suoni del bosco che entrano sono una ninna nanna difficile da descrivere.

Argo si sistema a terra a bordo del letto, mentre io leggo, in attesa che il libro mi cada dalle mani con gli occhi che non riescono a stare aperti. Allora mi alzo, chiudo la finestra, torno a letto ed attendo Argo che, puntualmente, arriva e si siede vicino, in attesa delle coccole della buonanotte. Una routine sempre uguale, fin da quando era cucciolo e nemmeno arrivava con il muso al materasso.

Scendendo in paese ad un tratto ho visto Argo appiattirsi a terra, fermo immobile in mezzo al sentiero come è solito fare quando in lontananza vede arrivare un altro cane. Non ho ancora capito se è un gioco o solo paura. Ecco arrivare dal basso un piccolo cane nero, tutto pimpante e che procede a salti e balzi lungo i sassi del sentiero. Non si era accorto di Argo, che rimaneva immobile a terra, scodinzolando come uno scacciamosche. Poi eccolo scattare verso il piccolo cane nero, che, anziché scappare o abbaiare rimane fermo, bloccato sul sentiero, a farsi annusare.

Dietro al cane ecco arrivare una bella morettina con passo affaticato ma sicuro. Maglietta senza maniche, pantaloncini corti e zaino rosso in spalla, osservava lo strano incontro tra il piccolo cagnetto nero e il grande argone color miele.

“Sembra si siano già presentati. E’ strano, perchè Sandy di solito abbaia sempre ai cani grandi. A tutti i cani, ad essere sincera”

“Forse ha capito che Argo è un cane pacifico e giocherellone, oppure si piacciono. Perlomeno si studiano senza grandi sceneggiate. E’ un barboncino?”

“Oddio, no! Non è un barboncino!” – quasi offesa – “E’ una femmina ed è uno schnauzer nano. Molto bello il tuo, è giovane vero?”

Nel frattempo la piccola Sandy, questo è il nome della cagnetta, era arrivata da me ad annusare ed a farsi coccolare. Argo, non da meno, era a farsi accarezzare dalla ragazza.

“Questo è il sentiero che sale all’alpeggio? E’ tanto lontano?”

“Se sei partita dal paese hai fatto quasi un quarto della lunghezza, ma, a parte l’ultimo pezzo, tra poco il sentiero diventa più semplice e meno ripido. Ci vuole circa un’ora per salire alle baite sull’alpe dal paese, con passo normale”

“E voi? siete già sulla via del ritorno?”

“No, a dir la verità siamo appena partiti da casa. Viviamo in una baita qui sopra, dove iniziano i primi prati. Stiamo andando in paese a fare un po’ di spesa ed a fare qualche chiacchiera. Ad aggiornarsi sui pettegolezzi di paese”

“Ah, bene. Allora buona passeggiata. In paese ha aperto un nuovo negozio, che ha un po’ di tutto, ma non ancora generi alimentari. Solo che oggi, mercoledi, è il giorno di chiusura.”

“Ah, andiamo bene. Appena aperto e già che tiene chiuso! L’ho visto l’altro giorno, da fuori, mi piace il nome, annetteria, ma confesso di non aver capito cosa venda. Il nome è curioso, originale, non so cosa voglia dire e non credo esista nemmeno la parola in italiano. Mai sentita, perlomeno. Ho delle perplessità sul fatto che possa resistere fino a Natale. Qui non c’è molta clientela, se non in stagione. Comunque, in bocca al lupo, ci vuole tanto coraggio ad aprire qui in valle. Ben vengano nuove iniziative!”

La moretta mi osservava da dietro gli occhiali scuri, era come se volesse ribattere e dire qualcosa, ma non trovasse le parole. O forse il coraggio. O forse, semplicemente, non aveva nulla da dire, anche se era stata lei a tirare fuori l’argomento del nuovo negozio.

“Bene allora, buona passeggiata. Sandy.. Sandyy.. vieni che andiamo”

“Buona passeggiata a te! Oggi è una splendida giornata e dall’alpe si gode di uno splendido panorama. Buon divertimento”.

“Arrivederci”.

Qualche ora dopo avevo capito mio malgrado che quella che avevo incrociato era nientepopodimeno che tale Annette, la coraggiosa proprietaria che aveva aperto la Annetteria. Speriamo non si sia offesa per le mie considerazioni non richieste. Sono proprio un cretino. Andrò a trovarla per scusarmi. Era anche molto carina e bisognerebbe sempre incentivare nuove aperture in paese!