Me ne stavo seduto al sole, rilassato ad uno dei tavoli esterni del bar Centrale. Dentro si giocava un’animata partita a carte, all’ultimo sangue, da quanto si udiva: sentivo le voci, le imprecazioni e le urla arrivare fino a me, passavano oltre la vetrina e la porta chiusa. Non mi piace molto l’autunno, sono le settimane in cui ci si prepara per l’inverno, per il freddo ed il buio in arrivo. Salvo solo queste ultime giornate di sole, piuttosto piacevoli.

Dopo un’estate molto intensa ho deciso di tirare il fiato, riaprire la baita e ritirarmi in montagna per l’inverno, come un orso. Faccio al contrario di quanto normalmente fa la gente, ovvero stagioni fredde in pianura e stagioni calde in montagna. Io no. Quando arriva l’autunno amo chiudere i battenti, salutare la civiltà e rintanarmi nei boschi. Mi impegno però nel rendere il passaggio tra la troppa gente e lo zero gente il più possibile graduale ed indolore. Cerco quindi di fare un po’ di vita sociale in paese, di farmi vedere, di riprendere il filo dei discorsi e delle amicizie. Sono cosciente di essere oggetto di chiacchiere e pettegolezzi ma, al contempo, pure io faccio incetta di chiacchiere, indiscrezioni e gossip sulla gente di paese. Il bar Centrale qui è il centro del mondo. Si affaccia sulla piccola piazza di paese, davanti al municipio, alla chiesa.  Di fianco all’albergo e ristorante alla Posta ed al piccolo bazar-edicola-tabaccheria-generi misti. Alla piazza si accede da tre grandi vie e da un piccolo vicolo, il vicolo Stelle, quello del precedente post, quello della leggenda del sarto astronomo.

Il bar Centrale domina la piazza e, nella bella stagione, i suoi tavolini esterni, al sole, sono il luogo privilegiato in cui trascorrere ore ed ore ad oziare ed fare incetta di ogni dettaglio di vita di tutto e tutti. In queste settimane l’argomento principe è l’arrivo in paese di tale Annette, che si dice sia la lontana pronipote della vecchia Cesira, mancata lo scorso anno all’età di 103 anni. Cesira era un’istituzione in paese, visto che aveva gestito per oltre sessant’anni il bar Centrale. Suo fratello gestiva assieme alla moglie l’albergo ristorante di fianco.

Dovresti conoscerla la Annette” – aveva consigliato il Duccio, subito spalleggiato dai compari della bisca – “Ti piacerebbe sicuro. Ed è qui da sola. Non ha nessuno. Proprio come te. Ma come si fa a stare soli, così giovani. Dovete pensare a quando sarete vecchi.”

Pensate a giocare a carte, siete pensionati mica un’agenzia di incontri

No no, dai, vai a farti un giro, vai giù al negozio, vedrai che signorinella. Un bocconcino mica da ridere.

Da quanto si raccontava – si, confesso, ero troppo curioso di conoscere più possibile di questa stramba che, di racconta, avesse mollato tutto in città per aprire un negozietto in questo sperduto paesino di montagna –  la signorina in questione, che per la cronaca, a seconda dei punti di vista, aveva un’età variabile tra i 30 ed i 50 anni, aveva ereditato una quota della casa della bisnonna. Gli altri eredi non erano interessati, né a viverci, né ad affittare, né a vendere. Non erano proprio interessati al posto, visto che vivevano all’estero. Non erano interessati nemmeno a lasciargliela, la casa, ma avevano accettato che tale Annette ci venisse a vivere. L’intera casa, disposta su tre piani, aveva al piano terra un ampio negozio, con annesso magazzino, al piano superiore un appartamento ed al secondo piano un ulteriore appartamento con accesso alla soffitta. Era una casa antica, una delle prime edificate, una di quelle che costituivano il primo nucleo storico del paese. Annette aveva sistemato il negozio a pianterreno e l’appartamento della vecchia Cesira.

Ma quando ha aperto?” – ero troppo curioso, dovevo saperne di più.

Ha aperto a giugno. Lo so perchè i lavori glieli ha fatti Mirko. Ha sistemato il negozio e pure l’appartamento delle Cesira. Pensa che ha voluto tenere gran parte dei mobili della nonna“.

Adesso dovrebbe ristrutturare di sopra e farci delle stanze, quelle da affittare ai turisti. Ma non credo sia una bella idea. Solo costi e lavoro, per non guadagnare nulla.

E cosa vende di bello?” – chiesi al gruppo

Oh, vende di tutto. Vai giù a farti un giro e capirai. Lei è una sarta, ha fatto la scuola per sarta, ma dicono che lavorasse in una libreria. O in una biblioteca, non ricordo. Mattia ha detto che sua cugina gli ha raccontato invece che Annette lavora con i computer, con l’internet e il facebook. Tutte ste cose qui. Arturo dice che la moglie ha una cugina che faceva l’insegnante assieme a lei; quindi, potrebbe pure essere una maestra. Qui non si capisce. E’ tutto un mistero.

La mattina viene sempre a fare colazione qui al bar, è simpatica, a modo. Educata. Ha sempre appresso la cagnetta nera, quella piccolina. Tanto brava quanto indiavolata quando vede un altro cane o punta i gatti della piazza. Si fa fatica a calmarla da quanto abbaia

La discussione si faceva animata, tutti erano ansiosi di raccontare nuovi dettagli e particolari, sconosciuti probabilmente pure alla diretta interessata.

Ma c’è gente in negozio? vende?

Si si, c’è giro. Anche la gente di paese ci sta andando. Quest’estate ha venduto molto ai turisti. C’era sempre qualcuno dentro. Inoltre, è pure un punto di consegna per le poste, per i corrieri. Ora che hanno chiuso l’ufficio postale è una gran comodità. Ma solo per i pacchi, mica per le raccomandate. Quello di amazon lascia sempre un sacco di pacchi. Anche perchè, pensa che gentile, lei si mette lì e dal computer aiuta a comprare online. E poi si fa arrivare lì le cose. E quindi è diventata molto famosa per tutte le vecchie del paese. Tutte le signore ora vanno da lei a fare acquisti. C’è la coda, si mettono vicino al computer con la lista degli acquisti.

E nel negozio si trovano anche un sacco di cose usate, oggetti, abbigliamento, arredamento. E puoi ordinare quello che vuoi, lei te lo fa arrivare. Basta che gli spieghi cosa cerchi e le dici quanto vuoi pagare. Alla Martina, la figlia del Bepi, ha fatto venire una gonna ed un paio di pantaloni, che poi ha sistemato ed adattato, perchè erano arrivati troppo larghi. E poi vende anche molti libri. Forse aveva davvero una libreria, prima, giù in città, infatti ha tanti libri e conosce tutto degli autori.

Era davvero interessante. Molte delle cose che mi stavano raccontando erano in contrasto tra loro, ma delineavano un personaggio alquanto bizzarro e pittoresco.

E non ha figli? non ha un marito?

Marito… qui ormai siamo solo noi vecchi ad avere un matrimonio. I giovani ormai fanno quello che vogliono. Si stufano in fretta. Cambiano marito e moglie come si cambia l’auto.Siamo nella società dell’usa e getta, altro che.

Comunque no. Non ha la fede, anche se la Mirta ha sentito dire in corriera che è vedova, che il marito è morto in un incidente in auto, oppure in montagna, non ricordo. Però forse è morto di tumore. Ma, magari, non aveva nemmeno il marito. O non è mai stata sposata. Sicuramente non ha figli. Ha solo il cane. Qui non si è mai visto nessuno. Nessuno è mai venuto a trovarla o ad aiutarla.

Argomento complicato, pare, quello della situazione familiare della giovane Annette. Tanta confusione e poche notizie certe. Alla fine entrai a pagare il caffè e lasciai pagato, come sempre, un giro di bicchieri di rosso per i nonni.

Vieni Argo, torniamo a casa, che c’è ancora un ultimo spiraglio di sole.Non voglio arrivare con il buio.

Mi incamminai verso casa, in un bosco che, nell’arco di pochi giorni, era passato dal verde estivo, ai colori dell’autunno. Lungo il sentiero mi trovai a riflettere alla nuova arrivata in paese. Avrei potuto chiedere una descrizione dell’aspetto, oppure sarei potuto andare al negozio. Ci avevo anche pensato, ma non volevo creare inutili aspettative e pettegolezzi ai vecchi del bar Centrale. Avevo un dubbio che mi girava per la testa, ovvero che quella tipa dalla giacca gialla ed il piccolo barboncino nero che avevo incrociato la scorsa settimana sul sentiero davanti a casa fosse la famosa Annette. Carina. Sulle sue. Probabilmente di qualche anno più giovane di me. Altro che trentenne, si andava verso i cinquanta. Ma in gran forma. Un po snob e altezzosa. Lei ed il suo barboncino, vedremo come supereranno l’inverno.