La scorsa settimana ho trovato su Vinted una bellissima giacca usata, ad un prezzo irrisorio. Un parka verde militare con cappuccio, collo alto, imbottitura invernale e staccabile. Praticamente nuovo. L’ho acquistato di slancio, istintivamente come mai bisognerebbe fare, da una venditrice francese. Ho completato l’acquisto e, dopo aver pagato, un campo da compilare: luogo di consegna… ossignor, ed ora? E dove lo faccio arrivare? Ecco, cavolo, a questo non ci avevo pensato. I precedenti acquisti online –  mi sto imponendo, con grande sforzo, di limitare gli acquisti attraverso internet, ed a volte penso che sia una stronzata questo autoblocco – li avevo sempre fatti arrivare  in città. Non mi era ancora capitato di farmi spedire qualcosa quassù in montagna. Forse avevo un problema.

Il corriere non è in grado di portarmelo fino in baita e nemmeno potrei richiederlo. Forse potrei farlo arrivare al bar Centrale. Ma non conosco l’indirizzo esatto e, comunque, mi sembrerebbe corretto perlomeno chiedere il permesso. Almeno avvisare. La app di acquisti tuttavia permette di scegliere un punto di consegna, un punto poste. Ok, vediamo cosa propone, quale sarebbe quello più vicino. “Annetterie” a 3.2 km. Ossignor. Ancora lei. Ancora quel negozio. Ne avevamo parlato proprio l’altro giorno giù al bar Centrale. Complotto o coincidenza?

Poco importa. Ok. Scelgo Annetterie. Chi non crede nelle coincidenze finisce per perderle.

Stamattina mi arriva la notifica che il pacco è arrivato e mi attende in paese. Alle undici di una splendida mattinata di sole, con un cielo azzurro che sembra il disegno di un bambino, eccomi con Argo diretto in paese. Il bosco è uno spettacolo, gli alberi stanno perdendo le foglie ingiallite e i larici iniziano a colorarsi di tutti i colori dell’autunno. Da inizio ottobre le temperature sono notevolmente scese, soprattutto quando manca il sole; stamattina alla partenza c’erano appena solo otto gradi, con il sole ancora troppo basso all’orizzonte dietro le montagne.

Apro la porta ed il suono di un campanello mi riporta indietro alla mia infanzia. Ero bambino e lo stesso rumore lo sentivo ogni volta che entravo nel panificio all’angolo, quello di quell’antipatica vecchia stronza odiatrice di bambini. Dev’essere lo stesso antico meccanismo, lasciato dalla ristrutturazione dei locali.

Il negozio è molto accogliente. Un misto tra il vintage, il minimalista e il moderno. Arredato come se fosse uno spazio di casa, con colori neutri e vecchi mobili. Da quanto vedo, tutto è in vendita. Ogni oggetto, scaffale, libro o poltrona ha un’etichetta con il prezzo di vendita.

Due passi ed ecco arrivare agguerrito il piccolo cagnetto nero che frena di botto alla vista di Argo. Si osservano. Nessuno fiata. Argo si sdraia curioso ed il cagnetto nero, con coraggio e curiosità gli si avvicina annusando. Si studiano. Argo scodinzola, pancia a terra. L’altro ha il piccolo codino alzato e rigido, come l’antennina sul tetto delle auto moderne.

Buongiorno, come posso esserle utile? Oh, vedo che le bestie hanno imparato a conoscersi

Ciao, buongiorno. Si, credo si siano già incontrate ed annusate qualche settimana fa sul sentiero che sale all’alpeggio. Sembra che questo secondo incontro vada decisamente meglio, da vecchi amici, ormai”.

Ah, si, ricordo. Lei è il tizio che ha chiamato barboncino la mia piccola Sandy. Che, per sua conoscenza, se non gliel’ho già detto, è un mini schnauzer. Sono piuttoste diverse le due razze, esteticamente e caratterialmente.”

Mamma mia che peperina. “Secca e becca” avrebbe detto mia nonna Silvia. Vestita interamente di nero, tranne le scarpe da ginnastica bianche. Capelli neri, con taglio sbarazzino, occhiali neri dalla montatura importante, felpa nera con scritta New York bianca, pantaloni della tuta, attillati, neri pure quelli, calzini corti neri e scarpe, bianche. Un tipo curioso. Interessante. Una di quelle che inizialmente potrebbero passare inosservate, ma che poi prendono la scena. Età indefinita, comunque più giovane di me. Un viso molto bello, occhi vispi e neri, sorriso bellissimo. Piace. Direi di si, piuttosto carina. Elettrica. La definirei così. A rischio scossa.

Non me ne intendo molto di cani. E comunque è una bellissima cagnetta. Non volevo offendere nessuno.” – mi accucciai e Sandy si lasciò accarezzare senza timore.

Aveva bisogno?”

Si, dovrebbe essere arrivato un pacco per me. Mi chiamo Adam. E’ un acquisto da Vinted. Posso dare un’occhiata in giro?”

Certo, volentieri, si accomodi. Si, ricordo il pacco e il suo nome desueto” – rispose la ragazza, spostandosi nella stanza adiacente ed alzando il tono della voce per farsi sentire – “Si senta libero di fare un giretto. Abbiamo di tutto, nuovo ed usato. Se ha bisogno sono qui, mentre cerco il suo pacchetto. Non ha idea di quanti pacchetti mi arrivino ogni giorno. A volte penso che farei bene a cambiare attività e buttarmi sulla logistica e magazzinaggio.

Il locale era piuttosto ampio, arredato in modo semplice. Da quanto potevo vedere era composto da quattro locali, due con delle ampie vetrine affacciate sulla strada e due più interni. C’era veramente di tutto: libri, quadri, arredamento, oggettistica varia, piccoli elettrodomestici. Su due lunghi stand erano appesi parecchi capi di abbigliamento. A terra, sul pavimento di legno originale del vecchio negozio, c’erano dei tappeti che rendevano la camminata e l’ambiente molto intimo e casalingo. Molto soffice. Molto bello. Sembrava di entrare da un vecchio rigattiere, ma decisamente più pulito e moderno. Si percepiva una certa personalità. Difficile da spiegare. Un moderno gusto vintage.

Ecco, questo è il suo pacco” – la ragazza mi raggiunse silenziosa alle spalle con in mano un grande pacco di nylon colorato, a righine rosse e bianche – “Mi ha detto che è una giacca usata. Se posso permettermi, le consiglio di provarla subito se è per lei. Se non le andasse bene può lasciarla qui che la rispediamo immediatamente; senza dover salire fino a casa, che mi pare piuttosto sperduto. Ormai dico a tutte le signore di fare così. Anzi, casomai, sono anche in grado di sistemare i capi se ci sono piccoli aggiustamenti di taglia da fare. “

Furba ed intraprendente la tipa. Una venditrice nata. Diretta come il frecciarossa da Roma.

Dia a me, le tengo il cane, così può provarsi la giacca con comodo”

La giacca calzava alla perfezione, sembrava praticamente nuova e mi piaceva molto.

Oh è perfetta, sembra fatta su misura. Un bel capo, pure. Un bel tessuto. Ottimo acquisto, complimenti”.

Si, in effetti mi piace molto. Sono felice della scelta. Sono stato fortunato

Con il parka ancora addosso , mentre lei teneva al guinzaglio Argo, proseguii il tour esplorativo del negozio. Sembrava di entrare in un’abitazione, una casa molto accogliente, colori caldi, begli oggetti. La sensazione era di una grande famigliarità. Non so spiegarmi meglio. La piccola Sandy mi seguiva curiosa, mentre argo se ne stava seduto, tenuto al guinzaglio dalla proprietaria.

Dlin-dlon, ecco una nuova cliente. Si conoscevano e si salutarono con grande affetto. Tornai verso Argo, salutai con garbo la giovane Annette che mi salutò con un grande sorriso. “Sono qui, vi aspetto. Così potrete vedere le novità, visto che ogni giorno qui è un continuo viavai di oggetti e prodotti. Ogni giorno mi arriva merce nuova”

Con la porta aperta, mi fermai e mi girai: “Una sola curiosità. Ma dove prende tutte queste cose? come fa ad averne ogni giorno cose nuove se è sempre qui in negozio? Quando le recupera, di notte? Da dove le arrivano?”

Faccio parte di un network di negozi, creato con delle amiche e conoscenti. Gestiamo, ognuna in autonomia, un negozio separato, ma le cose ci arrivano nel magazzino centrale a Bologna. Ogni sera mi arriva la consegna. Ed io faccio partire le mie cose. Online ciascuno di noi vede e sceglie gli oggetti, facciamo gli ordini e la sera ci arrivano. Possiamo anche farci arrivare le cose scambiandole tra un negozio e l’altro. Abbiamo un sito internet, ma a cui possiamo accedere solo noi negozianti del network. Siamo per le vendite analogiche, in presenza. Vogliamo parlare, toccare e vedere il cliente. In questo modo però uniamo l’online a fisico. Sembra funzioni bene, per ora. Si vende bene. Il nostro catalogo, di nuovo o usato, non ha limiti.

Una grande idea. Complimenti! A presto, ciao, buona serata”

Ciao, tornate a trovarci presto”

Sicuramente, pensai. Sicuramente che ci torniamo, vero Argo? Me ne andai con Annette che mi salutava muovendo il braccio in alto, nemmeno stessi partendo, in stazione, per la guerra.